CENTRODESTRA: TROMBATI?

- di Francesco Sabetti -


Dopo le consultazioni elettorali di Larino che hanno visto la clamorosa vittoria del centrosinistra, è praticamente d’obbligo procedere con una riflessione politica in grado di darci l’esatta portata di quanto accaduto.

Prima di analizzare il voto della cittadina però, mi trovo costretto a ricordare ai lettori che, in riferimento alle elezioni politiche del 13 maggio 2001 ed alla mancata elezione del senatore Di Pietro, è stato utilizzato da alcune testate locali un linguaggio offensivo nei riguardi di chi, sconfitto per pochissimi voti, si era lealmente confrontato in una difficile competizione elettorale.
Se attualmente, dopo il successo inequivocabile riportato dal nuovo sindaco di Larino Nicola Anacoreta, scegliessimo di adottare lo stesso linguaggio e gli stessi criteri di valutazione degli organi di stampa che all’indomani della vittoria di Berlusconi hanno sprecato fiumi di inchiostro per pubblicare commenti approssimativi e superficiali, dovremmo elencare parecchi nomi di personaggi politici e definirli "trombati". Preferiamo però sorvolare sui "dettagli" e argomentare di politica, come siamo peraltro abituati a fare. Partendo (è indispensabile) da un dato di fatto oggettivo e insindacabile: la pesante sconfitta riportata dal centrodestra a Larino e di contro l’ottimo successo di Anacoreta, rappresentante (com’è noto) dell’Italia dei Valori. Un partito, questo, che rappresenta un importante valore aggiunto per la coalizione del centrosinistra. L’esempio frentano dimostra come l’Italia dei Valori possa funzionare ancora, e funzionare più che bene, purché inserito in maniera organica e coerente all’interno della stessa coalizione che rappresenta. Se a livello regionale il Movimento dipietrista si è dimostrato fallimentare in quanto la classe dirigente ha cominciato a strizzare l’occhio al Presidente Iorio, a livello locale (parlo di Larino) lo stesso movimento è riuscito ad esprimere il meglio di sè. Non si può quindi non concludere che la coerenza premia, anche a prescindere dagli uomini.

In merito poi alla sconfitta locale del centrodestra (una sconfitta che la recente tornata elettorale ha sottolineato anche a livello nazionale), vorrei invitare sia agli sconfitti di oggi che a quelli della volta scorsa a procedere con una riflessione seria e un’autocritica costruttiva, mettendo da parte questioni personalistiche e cercando di capire invece quali motivazioni hanno spinto la cittadinanza a scegliere i loro avversari. Sarebbe davvero dannoso, oltre che strumentale, continuare a indossare i paraocchi e fare come ha fatto, purtroppo, il candidato sindaco De Camillis, il quale ha attribuito la sconfitta al presunto atteggiamento del centrosinistra, che per l’intera durata della campagna elettorale non avrebbe parlato di programmi bensì esclusivamente di politica. Eppure proprio il suo programma, rivelatosi perdente, esordisce con un attacco personale alla precedente Amministrazione. I cittadini tuttavia hanno scelto diversamente, mostrando di rifiutare questa "teoria politica".

Per quanto riguarda invece il peso avuto dai Verdi e da Rifondazione Comunista nelle elezioni comunali di Larino, si potrebbe addirittura fare a meno di parlarne... visto l’esiguo risultato ottenuto. Ma non si può evitare di restare perplessi davanti al fatto che una forza come quella dei Verdi è stata creata artatamente qualche settimana prima della presentazione delle liste. E nemmeno di ricordare la citazione apparsa su una rivista locale nel mese di maggio dello scorso anno, nella quale veniva scritto che "Ora Sabetti decide che Rifondazione Comunista ha definitivamente chiuso col centrosinistra". Ebbene, a distanza di un anno quello che tanto "scandalo" ha sollevato si è rivelato esatto: Rifondazione non ha partecipato alla coalizione di centrosinistra solo per motivi personali, e secondo una logica sganciata da qualsiasi valenza programmatica. Prova ne è il fatto che il partito aveva iniziato a scrivere il programma insieme alla coalizione.

E per passare infine all’analisi del ruolo avuto dai Movimenti Civici, emerge una verità: non sono stati in grado di fare eleggere un candidato, quindi di fatto si sono azzerati perché non hanno più rappresentanti. Pur avendo scelto un buon candidato, una persona valida e di spessore, non sono riusciti a farla eleggere, mostrando chiaramente l’epilogo di un tipo di politica che invece di andare a beneficio dei cittadini va contro di loro, e che di conseguenza è inevitabilmente una politica "sbagliata".

Per concludere, faccio i migliori auguri di buon lavoro al sindaco Nicola Anacoreta, che ha ottenuto un risultato importantissimo, e ringrazio anche i cinque candidati che non sono riusciti ad entrare per il contributo prezioso che comunque hanno dato alla coalizione. In particolare ringrazio Nicola Lozzi e Luigi Berchicci, che in più occasioni hanno dimostrato di essere affidabili e di riuscire a restare al di sopra delle parti rischiando in prima persona... Termino con l’augurio che, tenendo a mente questo, qualcuno degli eletti si adoperi affinché almeno uno di loro possa rientrare.