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LA MARGHERITA: assemblea cittadina del 19 gennaio 2003 di Pino Puchetti e Francesco Sabetti

[Assemmblea straordinaria delle regioni de "I Democratici" del 1-2-3 marzo 2002]
Anche alcuni tra gli esponenti del Movimento politico Democrazia e
Rinnovamento, hanno partecipato domenica 19 gennaio 2003 all’Assemblea
cittadina della Margherita.
Scopo dell’incontro è stato quello di discutere del tesseramento della nuova
campagna adesioni e delle prossime elezioni comunali.
Durante l’incontro, tutti hanno con forza espresso la necessità di creare una forte
unione tra le forze che fanno parte della coalizione di Centro-Sinistra.
Francesco Sabetti ha espresso la necessità e l’importanza di “essere più presenti,
incontrarsi, discutere, fare proposte e portare avanti attività concrete per il paese”.
Durante il dibattito, sono state fatte anche alcune proposte tra le quali quella di
Pino Puchetti il quale ha dichiarato che “la Margherita ha bisogno di una
organizzazione che passi attraverso un processo democratico, creando, ad
esempio, un Comitato rappresentato da tutte le componenti interne al partito, che
faccia da traghettatore fino alle prossime elezioni. Una rappresentanza ancora
più forte ed unita e, quindi, determinante per la vittoria del Centro-Sinistra”.
Alcuni rappresentanti di Democrazia e Rinnovamento hanno scelto di aderire alla
Margherita nel rispetto dell’articolo 7 dello statuto del Partito, secondo cui
l’iscrizione o il mantenimento dell’iscrizione ad altri movimenti politici di ambito
regionale non è incompatibile con l’adesione alla Margherita.
Una nuova opportunità.
E’ questo ciò che la Margherita rappresenta per i movimenti. L'auspicio è quello
di puntare alla creazione di una formazione che possa offrirsi come una nuova
democrazia, animata, cioè, da soggetti nuovi che si legittimano immergendosi tra
i cittadini sia in quanto individui originariamente portatori di diritti di libertà, sia in
quanto associati nelle formazioni in cui si svolge la loro vita in comunità.
Un’opportunità nuova affinché la Margherita si possa proporre come luogo di
partecipazione, di elaborazione, di confronto democratico, un po’ movimento, un
po’ partito organizzato, al riparo dai rischi tanto del modello del partito ideologico,
quanto di quello del mero comitato elettorale. Un partito aperto, che metta
l’accento sul metodo democratico, che raccolga gli elementi del suo programma
dalle esigenze che emergono dal vivo della lotta politica e sociale, proponendosi
come interlocutore attento e sensibile dei processi di trasformazione della società
e della domanda di rappresentanza.
Un’opportunità nuova per un partito che si propone come un soggetto
particolarmente sensibile, aperto e ricettivo verso ciò che di vitale scaturisce dai
nuovi movimenti che sanno rivisitare i vecchi diritti e ne propugnano di nuovi,
sfidando la politica a misurarsi con la vita quotidiana e con l’intero spettro
dell’esperienza umana.
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