Il Nuovo Molise dell' 11 dicembre 2002
di Iolanda Giusti





Nell'emergenza del post-terremoto, l'ex sindaco della cittadina frentana, Francesco Sabetti, ha assunto l’impegno di farsi portavoce delle istanze dei Larinesi presso l'Unione dei Comuni del Basso Biferno.
Sabetti, che ricopre in seno a tale ente la carica di assessore, afferma di volersi porre al di sopra delle parti, in nome della fiducia accordatagli dai propri concittadini in occasione delle ultime consultazioni elettorali. “Interpellato dal Comitato "Ricostruire Larino" - afferma l’ex sindaco - di cui si sono fatti promotori persone che hanno contribuito e determinato la caduta dell'Amministrazione Comunale, pur nella distanza delle reciproche vedute e posizioni politiche, ho dimostrato la mia disponibilità a rappresentare nell'aula del Consiglio dell'Unione dei Comuni del Basso Biferno i problemi ed i disagi della popolazione, dando lettura, nel corso dell'assemblea, di un documento col quale ho chiesto all'ente di prendere in considerazione le richieste dei Larinesi, per quanto di competenza”.
Invitato ad aderire all'Associazione dei Sindaci di Larino, Sabetti ha ritenuto opportuno, anche in questo caso, partecipare all'iniziativa nella stessa ottica e con gli stessi obiettivi con cui ha accolto l'interpellanza del Comitato "Ricostruire Larino", considerato il momento fortemente problematico che vive la comunità.
“Ribadendo le mie convinzioni politiche, la mia partecipazione all'Associazione degli ex sindaci è limitata unicamente all'attuale stato di emergenza, facendo ognuno salve le proprie posizioni politico-ideologiche”.
Sabetti, infine, rimarca la responsabilità gravissima di chi ha determinato la caduta dell'Amministrazione.
“Queste persone - sostiene - non solo non hanno motivato in alcun modo il proprio gesto né in aula, né pubblicamente di fronte ai cittadini, ma, addirittura, qualcuno di essi ha ancora l'impudenza di dichiarare alla stampa che è meglio avere un Comune commissariato che un'Amministrazione. Quindi, nonostante l'impegno nel volere contribuire alle varie iniziative - continua Sabetti - esse appaiono dei meri palliativi, in quanto non c'è nessuno che rivesti un ruolo istituzionale. Ciò spiega il proliferare delle varie associazioni, la bontà delle cui ipotesi risolutive non può essere né dimostrata, né negata, in quanto non calate all'interno di un progetto politico".