NO ALLA VERGOGNA DELLA LEGGE "SALVABERLUSCONI"

NO AI PRIVILEGI DEI POLITICI




[Raccolta firme organizzata da Democrazia e Rinnovamento]


Attraverso una raccolta di firme avvenuta tra la fine del mese di luglio ed i primi giorni di agosto nelle principali piazze dei comuni del Basso Molise, il movimento politico Democrazia e Rinnovamento ha deciso di affrontare due temi di particolare importanza, raccogliendo la risposta positiva dei tanti cittadini sensibili alle problematiche che la politica regionale e nazionale ci propone.

Il movimento, infatti, ha posto l’attenzione sul tema referendario promosso dall'Italia dei Valori contro le cosiddette ‘leggi vergogna’, ovvero quelle leggi in base alle quali si garantisce l’impunità al Presidente Silvio Berlusconi. Non possiamo non giudicare tale provvedimento ‘ad personam’ offensivo nei confronti del cittadini. Riteniamo che una proposta adeguata possa arrivare solo da un referendum che mobiliti tutti i partiti, siano essi di centrosinistra o di centrodestra, che siano a favore della legalità. Non si tratta infatti di politica, ma di una vera e propria violazione del principio secondo il quale ‘tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge’. Ancora una volta il governo di centrodestra sta premiando tutti coloro i quali si trovano in una condizione di illegalità. Basti pensare al condono fiscale o a quello edilizio col quale vengono legalizzati tutti gli abusi perpetrati negli ultimi anni. Ci fa rabbia dover assistere impotenti a tale situazione soprattutto in considerazione del fatto che l’opposizione a livello nazionale non è riuscita ad unirsi proponendo un tema referendario che affrontasse con incisività un provvedimento di tale gravità. Sicuramente avremmo gradito una maggiore mobilitazione da parte di tutte le forze di centrosinistra. Noi crediamo fortemente nella possibilità di un referendum e scegliamo di impegnarci con una campagna elettorale a tappeto nel momento in cui il quesito referendario ci venisse proposto.

Non meno importante è il secondo tema che Democrazia e Rinnovamento ha affrontato con i cittadini nelle piazze basso-molisane. Si tratta della proposta di legge del Consigliere Regionale Domenico Di Lisa, del gruppo ‘Unità a Sinistra’, sull’abrogazione dell’art.7 della legge regionale n°7 del 3 giugno 2002, legge che prevede ulteriori indennità ai politici regionali. Riteniamo che chi sceglie di impegnarsi in politica debba dare la propria disponibilità senza avere in cambio particolari privilegi. Ma la realtà dei fatti è ben diversa. Basti pensare agli stipendi dei Consiglieri (7.100,00 euro), del Presidente della Giunta e del Consiglio (10.974,00 euro) e degli Assessori (9.300,00 euro). Per non parlare poi dell’acquisizione da parte dei consiglieri regionali del diritto alla pensione dopo un solo mandato (5 anni), mentre un cittadino qualunque deve lavorare e contribuire per 35 anni e forse neanche bastano più. A tutto ciò si aggiunge l’aumento delle indennità ai partiti a livello nazionale nonostante il ‘no’ di Casini. Riportiamo alcuni esempi: Forza Italia avrà un aumento del 29%, i Ds del 23%, An del 18% e la Margherita del 14%. Democrazia e Rinnovamento non condivide affatto l’atteggiamento dei partiti di centrodestra e di centrosinistra. Riteniamo si tratti di una vera e propria ingiustizia sociale. Alla luce di questi dati è una vergogna permettere che i politici regionali usufruiscano ancora di ulteriori indennità.

Il Coordinamento