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Un progetto complessivo per il rilancio del centro Storico di Larino
- di Nicola Lozzi* -
 (Larino: Palazzo Ducale)
Recupero, valorizzazione e rilancio del Centro Storico di Larino.
Non posso non avere a cuore un tema così importante e, al tempo stesso, vasto e complicato.
Vorrei, tuttavia, focalizzare la mia attenzione su alcune problematiche di particolare rilevanza per il recupero
del Centro Storico di Larino, temi che mi piacerebbe venissero considerati dagli attuali amministratori anche
come inviti ad operare bene per la rinascita di questo paese.
Ritengo che il rilancio del Centro Storico debba passare attraverso un progetto politico complessivo a breve,
medio e lungo termine. Innanzitutto il ripristino degli uffici comunali nella loro sede storica, il Palazzo
Ducale. Ma sono tante le strutture che meritano una valorizzazione appropriata. Basti pensare, ad esempio,
al vecchio carcere, i cui lavori di ristrutturazione sono quasi ultimati, che, in base al progetto posto in essere
qualche anno fa, dovrebbe divenire il nucleo principale della Fiera d’Ottobre, con circa 50 punti espositivi. E
non solo. Penso anche che, in questa struttura, sarebbe opportuno proporre durante il corso dell’anno altre
rassegne riguardanti ad esempio i prodotti tipici o l’artigianato. Ritengo sia importante, inoltre, recuperare il
primo piano di Palazzo Castelli, in cui era stato previsto di trasferire gli uffici della Soprintendenza, e alcuni
locali del Palazzo Ducale già destinati per la sede dell’Inps.
Altrettanto importante e doveroso sarebbe recuperare l’ex convento S. Francesco. Ho sempre sostenuto la
necessità di creare un polo agricolo che fosse in grado di ospitare i vari uffici che fanno capo al settore
dell’agricoltura, che oggi sono collocati a Larino in varie zone del paese e per i quali la Regione paga anche
un affitto elevato.
Vorrei, infine, invitare gli attuali amministratori a tenere conto dell’accordo di programma Stato-Regione,
siglato nel 1997 e, successivamente, nel 2000, che, tra le altre cose, prevedeva il recupero di un’intera area
con interventi che, nel giro di qualche anno, avrebbero riportato allo splendore di un tempo buona parte del
Centro Storico. Sarebbe conveniente, a mio avviso, portare avanti la progettualità prevista nell’accordo di
programma e ridare al Comune di Larino il ruolo primario che gli compete. Oggi, tuttavia, sta accadendo
l’esatto opposto. Se in un primo momento il Comune aveva il ruolo di soggetto attuatore degli interventi
previsti, pare che, dopo l’insediamento del centrodestra sia a livello nazionale che regionale, siano state date
direttive dal Ministero delle Attività Culturali in base alle quali il ruolo primario spetterebbe esclusivamente
alla Soprintendenza, già precedentemente sollecitata più volte, senza ottenere peraltro alcuna risposta. A
riguardo vorrei ricordare che nel dicembre del 2001, con una delibera di consiglio, sono state chieste una serie
di garanzie affinché il Comune potesse intervenire attivamente in tutto ciò che riguarda la progettualità del
paese. Oggi, invece, sembra che lo stesso ente sia stato completamente escluso da questa progettazione. Con
i sei miliardi delle vecchie lire previste nell’accordo di programma, finanziamento diviso in tre annualità, si
sarebbe potuto raggiungere un risultato di notevole importanza per buona parte del centro storico, da Piazza
Vittorio Emanuele a piazza Duomo, piazza che, circondata da palazzi ristrutturati, sarebbe potuta divenire il
‘salotto’ del paese antico. La situazione attuale è ben diversa. La Soprintendenza è intervenuta sulla facciata
del Palazzo Ducale, ma non sono stati ancora ristrutturati alcuni locali già compromessi e puntellati ancor
prima del sisma del 31 ottobre 2002. Non è stata neppure ripristinata la balaustra sita sul terrazzo del Palazzo
Ducale. Altro che un’intera zona del Centro Storico. Ad oggi non si è riusciti ad intervenire neppure sullo
stesso palazzo. Nonostante la notevole spesa di risorse economiche, circa 1/3 dei sei miliardi delle vecchie
lire previste nell’accordo di programma, il risultato è insoddisfacente e poco significativo.
Ecco perché mi chiedo: come verranno spesi i finanziamenti restanti? L’Amministrazione non potrà non
avere un ruolo decisionale anzi dovrà imporre la propria presenza e non subire le scelte altrui. Ecco perché
invito gli amministratori a riconsiderare quel progetto previsto per il rilancio del centro storico e a non
trascurare, nella fase della ricostruzione, gli strumenti urbanistici di cui ci siamo dotati, come il piano di
recupero e quello del colore, aspetti che di certo non occupano un ruolo di secondaria importanza. Non credo
sia giusto tralasciare i dettagli per portare avanti una ricostruzione ‘frettolosa’. Solo così si riuscirà a non
cancellare la nostra memoria storica perché ricostruire vuol dire valorizzare e non dimenticare il passato.
[Gennaio 2004]
* Socio fondatore del "Gruppo Animatori del Centro Storico di Larino"
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