http://www.altromolise.it

Doppio incarico, un affare per Michele Iorio - di Paolo Beretta

Iorio e Pannella, uomini contro - di Antonio Sorbo



di Paolo Beretta

Vogliamo vedere quanto guadagna Michele Iorio grazie al suo doppio incarico di presidente della Regione e di deputato (incarichi che, secondo quanto previsto dall"art. 122 della Costituzione sono incompatibili)?
Ecco i dati (approssimativi).
Come presidente della Regione intasca "puliti" circa 20 milioni al mese.
Lo stipendio base da deputato è di oltre 19 milioni al mese.
Il primo totale è di 39 milioni al mese. Ai quali bisogna aggiungere - tenendo conto solo del "fronte Camera" - quasi 8 milioni al mese per i portaborse e un rimborso di spese per affitto di 5 milioni e 600 mila lire al mese. C"è poi un"indennità di carica che parte da 650 mila lire al mese ma può arrivare fino a 12 milioni e mezzo. Infine è previsto un rimborso per spese elettorali di circa 200 milioni (una tantum). Fate un po" voi i conti (noi, che siamo scarsi in matematica, ci siamo persi).
Aggiungete ancora - e siamo sempre soltanto nella parte che riguarda la Camera - telefono cellulare gratis, tessera gratis del cinema, del teatro, dell"autobus, della metropolitana, i francobolli gratis, i viaggi aerei nazionali gratis, la circolazione sulle autostrade gratis, le piscine e le palestre gratis, i biglietti ferroviari (di prima classe) gratis, le cure sanitarie gratis, assicurazione infortuni e assicurazione morte gratis, e ci rendiamo conto di come lo spirito di servizio nei deputati venga travolto spesso da altri "interessi". Ci sono poi altri soldi che vengono erogati ai deputati per stampa e giornali. E, dulcis in fundo, dopo 35 mesi di mandato i deputati ottengono il diritto a ricevere una pensione principesca (per un povero lavoratore qualsiasi ci vogliono 35 anni di duro lavoro per ottenere una pensione a volte nemmeno dignitosa).
Se poi passiamo sul fronte della Regione l"elenco diventa davvero interminabile. Si va dal cellulare gratis ai vari segretari particolari, dai consulenti "esterni" all"auto blu con tanto di autista, dalle spese per il gruppo (decine di milioni all"anno: e Iorio, pur essendo il leader di Forza Italia, a Palazzo Moffa non si è iscritto al gruppo forzista ma ha fondato insieme ad Antonino Molinaro, eletto nella lista di Forza Italia, un gruppo autonomo con impiegati e consulenti propri, rimborsi spesa e contributi erogati a parte, eccetera). Insomma Michele Iorio non se la passa certo male. Ma almeno dovrebbe avere l"onestà di ammettere che è l"unico in Italia a trovarsi in queste condizioni di privilegiato e che per lui la politica è davvero un buon affare. E che la Costituzione sarà anche la Carta fondante di questa nostra malandata repubblica, ma non basta per far alzare il "posteriore" dalla comoda poltrona ad un politico che costa alla collettività decine e decine di milioni al mese e che ha il coraggio di dire, ogni giorno, insieme ai suoi assessori, che uno degli obiettivi del suo governo regionale è quello di tagliare la spesa pubblica.
Onorevole, ma ci faccia il piacere... (quest"ultima frase non è nostra, ma è una citazione di Totò).

P.S.: grazie al doppio incarico, Iorio intasca almeno un milione e mezzo al giorno.


di Antonio Sorbo

Marco Pannella si batte - mettendo a rischio la propria vita - perché venga rispettata la Costituzione, Michele Iorio violando la Costituzione acquisisce privilegi e prebende, intascando anche soldi pubblici che, leggendo alla lettera la Carta sulla quale si fonda la nostra Repubblica, non gli spetterebbero.
Sono due facce diverse, distanti, opposte di questo nostro strano Paese. Di Marco Pannella si possono non condividere molte cose - e chi scrive è tra coloro che rifiuta almeno la metà delle cose fatte da Pannella nella sua lunga carriera politica -, ma bisogna riconoscere che la sua vita l"ha spesa in gran parte per combattere battaglie ideali, per difendere con una coerenza incrollabile principi e valori che spesso hanno spaccato il Paese, l"opinione pubblica, le forze politiche, ma erano pur sempre ideali, principi e valori, "ingredienti" che dovrebbero animare l"attività di ogni uomo politico.
Michele Iorio, invece, nella sua vita politica, per quello che abbiamo potuto vedere con i nostri occhi, ha fatto l"opposto. Ha piegato le istituzioni e le regole democratiche alle proprie ambizioni personali. La coerenza politica non sa nemmeno che cos"è. Come un piccione viaggiatore è passato da un partito all"altro, da uno schieramento all"altro senza preoccuparsi minimamente degli impegni presi con i suoi elettori, del rispetto delle alleanze, di valori, principi, ideali come la lealtà, il rispetto dei patti, la fedeltà ad un progetto o ad uno schieramento. La parola "ribaltone", inaugurata in Italia in senso "politico" proprio grazie a Iorio, riassume efficacemente il suo "programma", le sue idee, il suo modo di fare politica. Ed egli evidentemente non rinuncia a questo suo "approccio" alla cosa pubblica nemmeno di fronte alla Costituzione.
L"articolo 122 dice con una chiarezza disarmante che la carica di presidente di una Regione è INCOMPATIBILE con quella di deputato. Iorio dal mese di novembre scorso le mantiene entrambe, come se nulla fosse. Sono otto mesi che lui, che ama definirsi "uomo delle istituzioni" si trova - unico caso in Italia - in questa condizione di "illegalità costituzionale". Uno scandalo tanto clamoroso quanto clamorosa è la forma di lotta usata da Marco Pannella. La Costituzione fatta a pezzi da un presidente che trae il suo potere, le funzioni che derivano dalla sua carica, il suo senso del "fare politica" proprio da quella Costituzione. Una violazione che consente a Iorio di mantenere il doppio incarico, ma anche - cosa ancora più spregevole e scandalosa - di intascare il doppio stipendio, le doppie "prebende", i doppi privilegi. Le sue dimissioni non cambierebbero di una virgola i rapporti di forza in Parlamento e non cambierebbero nulla nemmeno per il Molise, visto che Iorio come deputato (e, secondo noi, anche come presidente) non sta facendo nulla per la propria regione.
Da una parte c"è un uomo - Pannella - che lotta per difendere la Costituzione, per fare in modo che il Parlamento - così come la Costituzione prevede - non abbia seggi "vacanti" ma sia nella sua pienezza, dall"altra c"è un uomo - Iorio - che della Costituzione se ne frega e può fregarsene grazie anche al disinteresse delle massime cariche dello Stato e alla timidissima "denuncia" dell"opposizione, che finora ha fatto poco o nulla per porre con forza la questione non solo all"opinione pubblica regionale ma anche alla ribalta nazionale.
Speriamo che i grandi giornali e telegiornali italiani (in quelli locali, compresi quelli pubblici, ormai non speriamo più) si accorgano di questo scandalo e gli diano, come hanno fatto con la vicenda di Pannella, lo spazio che merita. D"altronde ciò che sta facendo il leader radicale e l"atteggiamento del presidente della Regione Molise - che non ha avuto fino ad oggi la sensibilità istituzionale e politica di dimettersi da deputato - non sono altro che due facce, opposte e contrarie, della stessa medaglia.