POLITICA O DEMAGOGIA?

- di Francesco Sabetti -


Un’opposizione meno demagogica ed una maggioranza più decisa. A più di tre mesi dalle ultime consultazioni elettorali, questo auspicherebbe il comune cittadino larinese.

Il dibattito politico langue per la presenza di un’opposizione priva di energia, poco efficace nei suoi interventi e incapace di essere propositiva. Come non stigmatizzare il comportamento da essa tenuto in occasione del Consiglio Comunale aperto, sulla spinosa questione della sanità? Il centro destra non solo non si è astenuto, ma ha votato contro la proposta di delibera, avanzata dal centro sinistra, per la permanenza della Maugeri presso l’ospedale di Larino. Un’opposizione, addirittura peggiore di quella precedente, visto che in passato, almeno sul problema sanità, tutte le componenti, sia di maggioranza che di minoranza, avevano sempre fatto blocco comune, indipendentemente dalla forza politica da cui provenissero le proposte da deliberare.
Larino risulta pertanto perdente, dando all’esterno un’immagine pessima, di paese diviso, privo di unitarietà d’intenti.
Come potrebbe spiegarsi tale atteggiamento della minoranza? Probabilmente essa è più preoccupata di attenersi alle scelte ed alle imposizioni dei vertici dei partiti, che di curare gli interessi del paese.
Ed è fuori luogo che qualche singolo componente dell’opposizione faccia demagogia (lanciando accuse contro chi ha amministrato Larino) senza aver aderito in prima persona, a suo tempo, allo sciopero contro i vertici della sanità locale, né ad altre successive iniziative, pur essendo un operatore del settore.

La maggioranza? In nome di questa prima fase, necessaria per prendere atto dei problemi della comunità e del funzionamento della macchina amministrativa, le si potrebbe perdonare quell'atteggiamento di incertezza. Ma, i cittadini ora si aspettano un’azione incisiva in merito alle grosse problematiche che il paese deve fronteggiare. Innanzitutto: la ricostruzione. Ci permettiamo di dare qualche suggerimento: per esempio, ricollocare al più presto la casa comunale nel centro storico e possibilmente nel Palazzo Ducale; eliminare i ponteggi a sostegno degli edifici maggiormente colpiti dal sisma, sia per una questione di ordine estetico, sia psicologico. Si potrebbe concludere in breve tempo anche l’iter per l’approvazione del piano regolatore generale, visto che la vecchia amministrazione aveva già adottato procedure (estremamente trasparenti) volte ad esaurire tale problematica, e a cui avevano fornito il proprio contributo tutti i partiti del centro sinistra (compresa Rifondazione). Anche il contenzioso per la zona PIP potrebbe essere in dirittura d’arrivo, nonostante l’impasse dovuta alla gestione commissariale, non tecnica e poco trasparente (perché non sono state portate avanti le procedure intraprese?).
Il nostro augurio è che la maggioranza non affronti questi problemi nell’ottica di una politica del “giorno per giorno”, ma agisca programmando la sua azione di governo con metodo e regole trasparenti, senza improvvisare.