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Democrazia e Rinnovamento e i Socialisti Democratici Italiani invitano
a ripensare il Centro Storico di Larino
“E' necessario un progetto politico per
la ricostruzione e la valorizzazione”
- del Coordinamento di Democrazia e Rinnovamento -
 (apertura dei lavori dell’incontro-dibattito)
Il 5 dicembre 2003, presso il Cinema Teatro ‘Risorgimento’, il movimento politico Democrazia e
Rinnovamento, con la sezione di Larino dei Socialisti Democratici Italiani, ha organizzato l’incontro-
dibattito ‘Centro Storico di Larino. Ricostruzione e valorizzazione’, con lo scopo di conoscere il progetto
politico complessivo riguardante la ricostruzione del Centro Storico messo in cantiere dai vari enti coinvolti
in questa fase.
A tal proposito, hanno partecipato all’incontro: il Sindaco di Larino Nicola Anacoreta e l’Assessore Antonio
Di Bello in qualità di rappresentanti del Comune, l’architetto Fioravante Vignone per conto della
Soprintendenza ai B.A.A.A.S. nonché progettista e direttore dei lavori del Palazzo Ducale di Larino, e
l’Assessore regionale ai Lavori Pubblici Antonio Chieffo in rappresentanza della Regione Molise.
Tuttavia diverse autorità erano presenti all’incontro tra i quali Giuseppe Astore, Coordinatore regionale
dell’Italia dei Valori, Ernesto D’Aquila, Coordinatore regionale di Opposizione Civile, Valentina Bozzelli,
Coordinatore dell’Osservatorio europeo per la legalità, Giuseppe Caterina, Consigliere regionale della
Margherita, Domenico Di Lisa, Consigliere regionale del gruppo ‘Unità a sinistra’, Domenico Rispoli,
Sindaco di Portocannone nonché presidente dell’Unione dei Comuni del Basso Biferno e la maggior parte
degli Assessori e dei Consiglieri comunali.
Obiettivo dell’incontro era anche quello di introdurre un dibattito che desse voce ai numerosi cittadini
intervenuti.
La scelta di organizzare questo dibattito in collaborazione con lo SDI non è casuale. Sono già alcuni anni,
infatti, che stiamo lavorando sul territorio per il raggiungimento di alcuni obiettivi comuni.
Ne è un esempio la raccolta di firme contro l’installazione della centrale turbogas nella zona industriale di
Termoli, organizzata nella maggior parte dei comuni del Basso Molise.
Abbiamo insieme sostenuto, sempre mediante una raccolta di firme, il referendum che riguarda il Lodo
Schifani e la proposta di legge del Consigliere regionale Domenico Di Lisa sull’abolizione dell’art.7 della
legge regionale numero 7, che prevede un incremento delle indennità per i Consiglieri regionali. Questa volta
abbiamo focalizzato l’attenzione su un tema di particolare importanza come la ricostruzione del Centro
Storico. A circa un mese di distanza possiamo di certo affermare che l’incontro ha avuto un riscontro positivo
per quanto riguarda la presenza di cariche istituzionali e dei semplici cittadini. Non siamo tuttavia altrettanto
soddisfatti perché le risposte dei relatori presenti non hanno centrato in pieno il tema del dibattito.
Il movimento Democrazia e Rinnovamento ha preso atto di alcuni obiettivi raggiunti nella fase della
ricostruzione dall'amministrazione comunale di Larino. Ampio e preciso è stato l’intervento dell’Assessore
Di Bello. Tuttavia, avremmo gradito che fosse stata focalizzata l’attenzione sul progetto politico complessivo
che la nostra amministrazione ha intenzione di attuare per la ricostruzione e valorizzazione del Centro
Storico. A tal proposito, con lo scopo di dare un contributo positivo agli attuali amministratori, abbiamo
chiesto, e siamo ancora in attesa, un incontro con il Sindaco e con gli Assessori competenti per poter
approfondire tali tematiche.
Anche l’Assessore Chieffo ha fatto il punto della situazione, circa i progetti che la regione sta attuando per
la ricostruzione. Tuttavia non è stato affrontato un tema fondamentale, quello dell’accordo di programma stato-regione, siglato nel 1997 e, successivamente nel 2000, che prevedeva una
serie di interventi sul Centro Storico ed un finanziamento di circa 6 miliardi divisi in 3 annualità. A riguardo
è opportuno ricordare che nel dicembre del 2001 fu convocato un consiglio comunale monotematico che
aveva come tema l’accordo di programma quadro in materia di beni culturali. All’unanimità fu chiesto con
forza che il Comune di Larino partecipasse attivamente alla programmazione degli interventi riguardanti il
Centro Storico. Il consiglio comunale protestò in merito alla più completa, totale ed assoluta estromissione
del Comune di Larino, soggetto responsabile e soggetto attuatore dell’accordo di programma quadro in
materia di beni culturali sottoscritta dal Ministero dei Beni Culturali e dalla Regione Molise, in palese e totale
violazione delle premesse dell’accordo. Il consiglio stesso chiese al Presidente della Giunta Regionale del
Molise che venisse convocata con assoluta urgenza una formale conferenza dei servizi con i rappresentanti
della Regione Molise, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali della Provincia di Campobasso, della
Curia Vescovile e del Comune di Larino. Nel prendere atto degli interventi attuati con i finanziamenti della
prima annualità, l’Amministrazione chiese che il Comune avesse la possibilità di intervenire e collaborare
attivamente nelle fasi programmatiche da attuare nelle restanti annualità. Da allora più nulla è stato fatto,
forse a causa della caduta dell’amministrazione e della conseguente gestione commissariale, che non ha
tenuto in alcun conto tutta la problematica, e forse perché la Regione ha gravissime responsabilità in quanto
non ha mai convocato la conferenza di servizio, né ha mai consultato il Comune di Larino.
Ecco perché chiediamo ai nuovi amministratori che facciano sentire la loro voce e sollecitino la Regione a
riunire questa conferenza dei servizi.
In sostanza dopo l’avvento del governo nazionale di Berlusconi è stata sottratta al Comune la possibilità di
gestire direttamente i fondi a disposizione. Si tratta di un fatto gravissimo che va a ledere i diritti di tutti i
cittadini. Vogliamo sapere che fine faranno i soldi previsti per la seconda e la terza annualità. Ci impegniamo
a far presente la questione al sindaco e agli assessori di Larino non appena convocheranno l’incontro.
Grandi perplessità ha sollevato anche l’intervento dell’architetto Vignone, rappresentante della
Soprintendenza che sta intervenendo sul Palazzo Ducale.
L’architetto ci ha portato a conoscenza del fatto che, dopo il sisma del 31 ottobre, sono stati fatti all’interno
del Palazzo interventi di consolidamento e messa in sicurezza dell’edificio.
Sappiamo che per il rifacimento della facciata del Palazzo Ducale e per i lavori realizzati nella chiesa di San
Francesco sono stati spesi circa due miliardi, che corrispondono alla somma prevista dall’accordo di
programma per la prima annualità. In considerazione di questo ci chiediamo: non sarebbe stato meglio
riprogrammare i fondi ed utilizzarli per recuperare i locali del Palazzo Ducale, anziché la facciata, in modo
da renderlo di nuovo agibile per gli uffici comunali? Inoltre, non crediamo che il rifacimento della facciata
possa essere definitivo, visto che bisognerà intervenire nuovamente per consolidare alcuni locali inagibili
adiacenti alla facciata stessa, in condizioni precarie ancor prima del terremoto.
Non era forse opportuno fare prima una serie di indagini sulla vulnerabilità sismica ai sensi della nuova
normativa prevista dalla legge regionale n.38? Riteniamo dunque che i fondi siano stati spesi con leggerezza
visti i risultati insoddisfacenti. Ecco perché invitiamo gli attuali amministratori ad incontrare i rappresentanti
degli enti interessati affinché i fondi non ancora investiti vengano spesi con criterio all’interno di un progetto
complessivo che preveda in ultima istanza la messa in sicurezza e il riutilizzo del Palazzo Ducale.
E’
necessario che la sede del Comune ritorni nel più breve tempo possibile all’interno di questo edificio.
[Gennaio 2004]
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