L’importanza di aver aderito all’Unione dei Comuni del Basso Biferno
La direzione intrapresa era ormai quella: autocommiserarsi e piangersi addosso.
Facile, ma soprattutto comodo. Il destino della nostra cittadina era, ormai,
segnato. Qualcuno, vestendo già i panni dell’infausto profeta, così vaticinava:
“Larino è splendidamente isolata!”. Fortunatamente si sbagliava.
Oggi, pur senza Amministrazione Comunale, esiste un filo sottile, ma tenace,
che unisce la nostra città alle istituzioni: l’Unione dei Comuni del Basso Biferno.
Risultato di una notevole iniziativa, quest’associazione, di fronte alla quale
qualcuno aveva fatto spallucce, giudicandola con sufficienza, o addirittura
bistrattandola, sta dando i suoi primi, apprezzabili risultati.
Essa è perciò motivo di giustificato orgoglio per chi, nella nascita e nei progressi
di questo ente, aveva creduto, sostenendola fortemente e facendone uno degli
obiettivi più qualificanti del proprio programma politico, quando si candidava alla
carica di primo cittadino, nelle ultime consultazioni elettorali.
Allora, è bene ricordare, a chi pecca di buona memoria, che così recitava un
paragrafo di quel programma: “Larino dovrà costruire ampi rapporti di
collaborazione col comprensorio del Basso Molise, in particolare con i Comuni
delle aree interne, fortemente penalizzati da uno sviluppo disomogeneo,
promuovendo consorzi intercomunali e partecipando all’attuazione di ogni forma
di progetto consociato di sviluppo (Patto territoriale, ecc.) Tutto ciò al fine di
favorire il riequilibrio socio-economico del territorio nel quale si è inseriti”.
Dunque così è stato. Checché se ne voglia malevolmente dire.
Nonostante altri paesi dell’entroterra bassomolisano si fossero già attivati ed
organizzati da tempo, e con largo anticipo su Larino, per conseguire tale
risultato, la nostra città, grazie all’ultima Amministrazione comunale, da me
guidata, ha potuto recuperare lo svantaggio accumulato.
L’Unione dei Comuni del Basso Biferno è, oggi, il risultato di un’azione politica,
nata dall’esperienza maturata all’interno del GAL dai sindaci che ad esso
avevano aderito, il cui sforzo successivo è stato quello di far nascere la Società
“INNOVA” del Patto Territoriale, naturalmente sfociata nell’Unione.
A distanza di poco più di un anno dalla sua fondazione, questo Ente, che vede
Larino comune capofila, ha un esecutivo, degli uffici, un personale, dimostrando
di essere in grado di gestire in modo consociato alcuni servizi, di essere
produttivo, di rispettare cioè quelle che sono le finalità primarie dei consorzi
amministrativi.