L'AMMINISTRAZIONE E I CITTADINI

- di Francesco Sabetti -


“Un’Amministrazione tesa a favorire la partecipazione ed il confronto con i cittadini, a ricucire il divario esistente tra amministrati ed amministratori, superando contrapposizioni e divisioni dovute alla perdita di ruolo e di identità di questa collettività”.

Questo era uno degli obiettivi del programma amministrativo redatto nel maggio scorso dalla lista vincitrice ‘Democrazia Ricostruzione Sviluppo’.

Ma, a sette mesi dalla campagna elettorale, credo sia giunto il momento giusto per esprimere un parere in merito.

Cosa vuol dire “voler ricucire il rapporto tra il governo e i cittadini”? Forse che in passato nessuno si è adoperato a ricucire tale divario? Su questo non posso che non essere d’accordo.

Basta ricordare che la precedente amministrazione aveva adottato una prassi tesa al coinvolgimento dei consiglieri di minoranza per mezzo delle Commissioni Consiliari, aveva provveduto ad eleggere un Difensore Civico, peraltro indicato dall’opposizione, che potesse controllare l'operato della maggioranza e, al tempo stesso, dar voce ai cittadini. Aveva anche realizzato il sito internet del Comune di Larino in cui, oltre ad una serie di informazioni importanti, venivano puntualmente riportate tutte le delibere di giunta e di consiglio. La comunità, dunque, poteva facilmente conoscere l'operato degli amministratori.

Anche in occasione della realizzazione di importanti opere pubbliche, come la rete idrica della zona Montarone o l'urbanizzazione di contrada Cappuccini, attraverso una serie di incontri ci si era preoccupati di ascoltare la voce dei cittadini che hanno esposto ai tecnici competenti le loro idee. Voglio inoltre ricordare i numerosi incontri e dibattiti organizzati (per esempio quello di fine anno) durante i quali non si faceva solo il rendiconto degli obiettivi raggiunti, ma si dava ai cittadini la possibilità di esprimere critiche e proporre nuove idee per il miglioramento del paese. Questi sono solo alcuni esempi che dimostrano quanto forte fosse il desiderio di coinvolgere in modo trasparente i cittadini, avvicinando le istituzioni alla comunità.

Ecco perché credo che, a sette mesi dall’elezione del nuovo sindaco e della sua giunta, benché siano stati superati molti ostacoli e raggiunti obiettivi importanti nella delicata fase della ricostruzione, è doveroso chiedersi: cosa è stato fatto per “ricucire il divario esistente tra amministrati e amministratori”? A me sembra che l’attuale Amministrazione faccia fatica anche a portare avanti i progetti già avviati in passato e che andavano in questa direzione. Ad esempio perché il sito internet del Comune non è mai stato aggiornato? Perché è stato sospeso il progetto di gestione automatizzata ed informatizzata del territorio? Si tratta di un modello di trasparenza che potrebbe dare a tutti i dipendenti comunali molte informazioni riguardanti l’anagrafe, le strade, le reti idriche, ecc.

Si ha inoltre la sensazione che alcune Commissioni Consiliari non funzionino a dovere. Durante i Consigli Comunali, infatti, ci sono state spesso richieste di chiarimenti su alcuni regolamenti. Ciò non sarebbe accaduto se questi regolamenti fossero passati in commissione, in modo tale da recepire a monte e nelle sedi opportune le proposte dell’opposizione. Sarebbe confacente, inoltre, che ci fosse un maggior dibattito non solo tra maggioranza ed opposizione, ma anche tra gli stessi componenti della maggioranza. Alcune volte, infatti, in consiglio è capitato di vedere assessori chiedere spiegazioni ad altri assessori su alcune delibere rispetto alle quali, peraltro, l’opposizione si era già dichiarata favorevole. Vorrei anche ricordare il silenzio nelle file della maggioranza e dell’opposizione circa alcune assenze durante consigli comunali incentrati su temi di particolare importanza.

Da tutto ciò ne consegue che il dialogo tra i componenti dell’amministrazione non è ancora stato raggiunto appieno, né tantomeno l’accordo tra i cittadini ed il governo. Probabilmente, la dichiarazione che non mi trova favorevole era, allora, abbastanza strumentale: rivolta alla negazione di un riconoscimento per chi si era impegnato con passione e spirito di sacrificio nella precedente amministrazione.

Ma voglio concludere questa mia riflessione con un ultima domanda: dove sono andati a finire gli ambiziosi progetti di ricostruzione e miglioramento del paese portati avanti dai tanti comitati nati subito dopo il sisma?

Il tempo delle elezioni è oramai lontano e con esso anche quello della demagogia. E’ ora di andare avanti con azioni concrete per il bene comune e la salvaguardia di questo paese.

[Ottobre 2003]