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CENTRALI TURBOGAS
TUTTI TACCIONO: PERCHE'?

Il movimento politico "Democrazia e Rinnovamento" torna a segnalare il problema ed ad esprimere la sua ferma opposizione all"insediamento di qualsiasi tipo di centrale. Lo fa con una lettera al presidente della giunta regionale e a tutti i consiglieri regionali.


Al Presidente della Giunta Regionale

Ai Consiglieri Regionali

A tutti gli organi di stampa

A dispetto delle proteste e dei dissensi espressi dalle istituzioni e dai cittadini, l'installazione di un'altra centrale elettrica nel territorio del Basso Molise, sembra, ormai, cosa fatta.

Il movimento politico "Democrazia e Rinnovamento" torna a segnalare il problema ed ad esprimere la sua ferma opposizione all'insediamento di qualsiasi tipo di centrale in un territorio, il cui patrimonio ambientale e paesaggistico risulta già compromesso dalla presenza di fabbriche chimiche, di potenti campi magnetici e di due centrali turbogas.

E' bene rimarcare l'ulteriore grave rischio che comporterebbe la collocazione di un nuovo impianto di questo tipo in termini di incidenza sulla salute pubblica (esiste uno studio epidemiologico della prevalenza di alcune malattie nella suddetta zona?), di impatto sulle attività produttive (il Basso Molise è, da sempre, area a vocazione agricolo-turistica) e sul patrimonio ambientale.

Di fronte a previsioni tanto preoccupanti, che avrebbero dovuto far nascere almeno qualche dubbio, se non indurre ad un ripensamento gli amministratori della Regione Molise, va denunciato l'atteggiamento ambiguo, per non dire contraddittorio, di quest'organo istituzionale, il quale, pur in mancanza di un piano energetico regionale, che doveva essere approntato entro i primi mesi del 2002, pur in mancanza di un piano relativo al fabbisogno idrico molisano, si è permesso il lusso di esprimere parere favorevole alla realizzazione di questa centrale elettrica e, addirittura, di non presenziare alla Conferenza dei sevizi del 13 maggio scorso, a Roma, in merito al procedimento per l'installazione e l'esercizio dell'impianto in questione, presso il Ministero delle Attività Produttive.

Non pare strano?

  • La Regione Molise non conosce l'entità del proprio fabbisogno energetico, ma sa che è necessaria una nuova centrale elettrica;

  • La Regione Molise soddisfa a stento la propria richiesta idrica, ma autorizza la realizzazione di una struttura che consumerà un quantità d'acqua pari a quella di quattro centri bassomolisani;

  • Il governo Berlusconi approva una legge "sbloccacentrali" (n.55/2002) con la quale gli impianti di energia elettrica sono dichiarati opere di pubblica utilità;

  • La Conferenza di Servizi indetta dal Ministero delle Attività Produttive ignora i pareri sfavorevoli della Provincia di Campobasso e dei comuni di Larino e Guglionesi, ritenendo conclusa, con esito favorevole, la procedura per la Valutazione di Impatto Ambientale.

Con questo ultimo grido d'allarme sollecitiamo gli organi preposti a bloccare tempestivamente la costruzione di centrali elettriche e ci chiediamo: perché chi dovrebbe tutelare la salute dei propri concittadini non fa, fino in fondo, il proprio dovere?

Larino, lì 06.07.2002

Il Coordinamento

Di Democrazia e Rinnovamento